23.8.07

il bisogno aguzza l'ingegno ... curriculum T-Shirt


Avevo appena postato sulla legge Biagi, quando incontro G.M., il quale prende in parte le difese di Ichino e mi ricorda che secondo lui la legge Biagi non è una legge di cattiva qualità, fu infatti peggio la legge Treu (276). Di fatto il tutto viene pacchettizzato come legge Biagi, in modo da rendere blasfemi e cattivi (e fomentatori di terroristi) tutti i contestatori di tale legge.
E' comunque interessante superare il livello 'da bar' della discussione, e rivedere i testi. Così penso di pubblicarli (saranno comodi da consultare), e questo avverrà nei prossimi due post. Nel post successivo rispolvero un mio intervento in Consiglio Comunale, chiamata a riferire in qualità di assessore al personale.
Ne ho approfittato per googolare un po' e ho trovato un link interessante che parla del lavoro e di selezione del personale, riportando testi e manuali: www.massimorosa.it.
Ma ciò che maggiormente mi ha colpito del sito è il banner all'ideona di Massimo Rosa: la curriculum T-Shirt!!! Cosa succederebbe se tutti ne indossassero una? E i precari cosa ci scrivono?

20.8.07

Biagi, la Legge Biagi e la teocrazia

Sto seguendo il dibattito creatosi con l'attacco al libro "Schiavi Moderni" di Beppe Grillo, scatenato a partire dagli editoriali di Pietro Ichino sul Corriere della Sera.

Ho letto alcuni brani del libro di Grillo su Internet e ritengo che si tratti di un documento che non rappresenta null'altro che la realtà. Le testimonianze non sono nuove, al giorno d'oggi chi ha la sfortuna di essersi immesso sul mercato del lavoro dopo la Legge Biagi è trattato come uno schiavo, e siccome nell'attuale economia italiana predomina la quantità e non la qualità, questo riguarda persone intelligenti, brave e preparate. Non c'è il sistema meritocratico che premia chi si aggiorna di più, perchè l'unico criterio di selezione è IL MERCATO.

Lo Stato, l'Università non provvedono a fornire una minima rete che valorizzi gli studenti più meritevoli e nel contempo migliori lo stato della ricerca, considerandoli come gli strumenti più preziosi per la nostra economia.

Nessun ufficio che linki Università a imprese, nessuna struttura di ricerca nella quale il primo criterio sia costituito solo dalla capacità delle persone.

Biagi non è la legge Biagi. E' stata chiamata così, con il nome di una vittima del terrorismo, affinchè nessuno potesse criticarla.

E questa è stata la prima operazione sleale compiuta non da Biagi, ma da chi l'ha approvata e sostenuta.

Io sono contro la legge Biagi, ho rispetto di Biagi come se fosse vivo e sono arrabbiatissima con quei pirla di terroristi che hanno creato un martire intoccabile difensore di una legge che sta rovinando la vita a tutte le persone che per vivere hanno bisogno di lavorare.

Ichino riprende l'argomento parlando delle possibilità offerte dalla legge Biagi, le regolette inutili e inefficaci che nessuno è tenuto a rispettare ma che tranquillizzano i sonni dei vari esponenti dei partiti (soprattutto di centrosinistra) che l'hanno approvata.

La realtà è che se prima era più difficile selezionare un lavoratore da parte di un'impresa, e la normalità era il lavoro dipendente a tempo indeterminato, ora la selezione è affidata alle agenzie di lavoro interinale, divenute protagoniste numerose e molteplici, le quali interloquiscono principalmente con le imprese, non con i lavoratori, tout simplement perchè i clienti sono le imprese (e nessuno fa beneficienza).

Poi è vero che le offerte sono rivolte a lavoratori di ambo i sessi e di ogni nazionalità (sulle vetrine e per legge), ma diventa vero che se hai 28 anni al colloquio di lavoro ti chiedono se sei fidanzata e se è vero perdi le possibilità perchè poi ti sposi e fai dei figli... e te lo chiedono indipendentemente dalle tue qualità lavorative.

Le testimonianze di Schiavi Moderni non sono ideologia, sono la verità raccontata da chi la vive. Ideologia è invece rendere questa legge alla quale è stato dato il nome di un martire qualcosa di incontestabile, soltanto perchè ci ha lavorato da vivo. Questa è TEOCRAZIA e una forma di vile arroganza che mi manda su tutte le furie. C'è dell'altro che mi fa arrabbiare. I nuovi teocrati sono sempre gli stessi, sostenuti sempre da qualche intellettuale stipendiato da un potere forte. Pietro Ichino dal Corriere della Sera, e di chi è il Corriere della Sera? Di banche e imprenditori, e basta informarsi un poco sulla storia di questi 'pulpiti da cui proviene la predica' per capire quali organi di potere siano diventati.

Poi bisogna sopportare con estremo imbarazzo l'imbarazzo di politici navigati, approdati in parlamento facendo credere che avrebbero modificato la legge Biagi e ora timorosi di fronte alla grande casta ... Com'è triste la nostra politica!

14.8.07

Cosa ho imparato - seconda puntata (continua...)











(... in ordine cronologico rispetto alla prima puntata)

13.8.07

Donne in estasi



E' più forte di me... teniamo traccia e memoria di queste donne e dello stato di grazia da cui sono pervase.



7.8.07

Cosa ho imparato - prima puntata


Ho imparato che se scarico 3 bottigliette d'acqua dalla stessa macchinetta pensando di estrarle solo alla fine, quando vado a ritirarle dallo sportello PUSH di sotto, lo sportello non si apre, ostacolato dalle 3 bottigliette.
Erano cose che succedevano nell'assolata solitudine dei pomeriggi passati a Palazzo Prini.




21.6.07

La famiglia è di destra o di sinistra?

Di questi tempi qualche furbone sta disseminando l'idea che la famiglia (quella classica, due persone sposate con figli) possa essere difesa soltanto dalla destra. E lo fanno attaccando tutte le forme di famiglia alternative, ossia coppie di fatto, relazioni non eterosessuali, pacs e quant'altro. Ogni legame che non rientri nel panorama classico della famiglia è osteggiato.
Ragion per cui chi si sente male a sentire discriminazioni e abusi di giudizio, nonchè dichiarazioni che servono per portare a sè le simpatie di Clero e affini, si lancia nella difesa del diritto di ognuno (o ogni due o ogni quanti pare) di vivere la propria sfera privata come meglio crede.
Io ho una famiglia 'classica' ma credo fermamente nel diritto di autodeterminazione di ognuno. Così come ritengo che chi è nelle mie condizioni possa avere maggiori possibilità di benessere sostenendo politiche di welfare piuttosto che politiche di tipo liberista, al di là di quanto qualcuno può far sentire 'minacciata' (in modo astratto) l'istituzione familiare.
Quanto è minacciato, è solo l'esclusività, ma sarebbe terribile che una parte dei cittadini di uno Stato moderno costringesse l'altra parte al proprio conformismo.
Premesso questo, credo che occorra rendere accessibile la politica a tutti e a tutte, soprattutto le donne che hanno una famiglia media, con bambini piccoli o medi o grandi, e insieme a questa si tengono anche il posto di lavoro. A livello locale si fa veramente fatica a praticare la politica in contemporanea con la famiglia, se non si è già passata l'età della menopausa.
Quindi la mia idea nella nuova formazione politica è di chiedere di rendere accessibili sezioni e riunioni di partito non all'ora in cui da sempre gli uomini si recavano al Bar Sport lasciando le donne a casa a sistemare la cucina, ma magari al pomeriggio, o all'orario che meglio si confà alle esigenze di noi acrobate del tempo.
Il modo adesso c'è per accontentare tutti. Ed è il banalissimo Internet, con forum e scambi di opinione alla luce del sole e con possibilità di intervento per ognuno secondo le proprie esigenze.
Favorire la partecipazione sarebbe anche cercare di utilizzare il progresso tecnologico (che ormai è un dato di fatto consolidato) per aumentare i diritti!

15.6.07

Ambizioni

Su Reggionelweb un enorme flame sull'uscita di Zini, Salsi, Montanini dal Pdci per approdare a Sinistra Democratica.

Ovviamente il neosegretario e i suoi seguaci non si esimono da accompagnare una uscita civile con insulti e schiamazzi. Quello che una persona dotata di buon senso avrebbe accompagnato con indifferenza o magari con stile, in questo caso rivela tutta l'arroganza del nuovo gruppo dirigente del pdci di Reggio e ne spiega perfettamente la crisi. Si tratta di persone che pur di dimostrare la propria presunta superiorità non esitano ad alimentare un'immagine davvero imbarazzante di tutto il partito e persino della coalizione di centro-sinistra, come dimostrano gli ilari commenti di esponenti o simpatizzanti del centro-destra.

Ci augurano di poter soddisfare le nostre ambizioni.

Che sorpresa e che cosa inconcepibile sarà scoprire che le nostre 'ambizioni' non sono quelle di vedere ovunque il nostro nome, di avere gettoni di presenza in cda o enti o altre istituzioni. Non ci interessa approdare alla pace dei sensi dei politici di professione.

Noi vogliamo soltanto una cosa: portare alla politica delle IDEE, non solo tessere o voti o cuscini di sicurezza per qualche politico maturo. Pensiamo che quello che accade fuori dalla finestra delle nostre case non possa essere lasciato a equilibri di potere in cui le idee, i concetti, la cultura sono soffocati dagli interessi.
Ci sono politici che ragionano in modo nobile e disinteressato, ma crediamo siano ancora troppo pochi. Finchè non ce ne saranno abbastanza, noi ci occuperemo di politica, rischiando di figurare da immodesti e persino da ambiziosi.

4.6.07

Luogo di citazioni

Citazioni di frasi celebri (in questo caso Goethe) e citazioni cinematografiche.
Queste sono, a parte La difesa della Razza e gli spot Barilla anni '80, "La donna perfetta" con Nicole Kidman, e "The Truman Show", come illustrato dall'immagine allegata, in cui approfittando del cantiere non ancora concluso il cliente riesce a percepire ancora un pò di realtà.

E infine, le citazioni da tribunale, che hanno contraddistinto la storia di questo luogo dalla nascita.





28.5.07

vorrei essere felice come lei di fianco a quella scritta !




Abbiamo bisogno di shopping e relax. E di una bella lobotomizzazione. Si dice che i commercianti siano dei brontoloni e si lamentino sempre, d'altra parte è raro trovare un commerciante che offenda il proprio cliente.


Mai avrei invece pensato che gli anonimi manifesti popolati da cittadini di razza ariana immersi in una campagna dove non esistono centri commerciali si mettessero a insultare noi imperfette che cediamo alle loro lusinghe e li andiamo a visitare...


E' la sensibilità tipica dei Petali di Cemento, l'unico fiore che sboccia nel mondo della politica reggiana.

10.5.07

Sono stata anche in vetrina (capovolta)


Siamo di passaggio, ma abbiamo una utilità concreta, oserei dire 'pratica' ... Inoltre garantiamo il diritto alla riservatezza di chi sta riorganizzando il proprio negozio ...


8.5.07

Come è andato a finire il Congresso ... e dove!

Il Congresso è andato. Sono un po' in ritardo con i post, le cose più rilevanti sono queste:
1) Cossutta non ha neppure partecipato e si è dimesso dal PdCI
2) I rappresentanti 'reggiani' del Pdci a Roma saranno: Dolci, Vena, Riva, Acerenza, Visciglia.
Tutti premiati, quindi. Le questioni di garanzia? Inesistenti e irrilevanti.
Il Congresso ha finalmente deciso che Cossutta sbaglia. Diliberto ha fatto il suo discorso finale, è stato all'insegna dell'alambicco 'e adesso con chi faremo la nostra alleanza per mantenere in vita la nostra 'diversità'?
Ora occorre capire in cosa consiste questa diversità. In linea teorica, osservando gli ideali e gli ambiziosi obiettivi che questo partito promette (ed ha ancora, io credo, qualche parlamentare e dirigente che lavora seriamente in quella direzione), si tratterebbe di un insieme di caratteristiche e peculiarità del PdCI rispetto alle altre formazioni della sinistra che in altri contesti forse varrebbe la pena difendere, ma che in Italia nella situazione attuale davvero appaiono come un lusso veramente un po' troppo tassonomico rispetto alle esigenze enormi e molto più elementari di questo Paese, che soprattutto ha bisogno di legalità e moralità, di giustizia del tipo che c'è scritto sulla Costituzione più che sul manifesto di Marx.
Il cambiamento di Reggio è avvenuto anche altrove. Questo cambiamento corrisponde di fatto alla morte del partito come lo intendevamo nel 2004. Nel 2004, prima delle elezioni, si era formato un gruppo di persone appassionate, altruiste, che si candidarono alle amministrative senza portare a priori elettori, ma soltanto le proprie storie e la propria passione. Facemmo una sbiciclettata con le bandiere rosse, goliardata gioiosa che bene ci descriveva, alla quale erano presenti, a caso, quelli che poi non furono votati (a parte Dolci). Le riunioni di quel periodo si concludevano in pizzeria e il tavolo andava prenotato, eravamo in tanti. Tutti, tranne due candidati, che non vedemmo se non il giorno dopo delle elezioni sui giornali, quando furono eletti. Questi non ci assomigliavano per niente, diventarono coloro che distrussero il valore del nostro impegno continuando a reclamare il loro potere in virtù delle tessere fatte e dei voti di preferenza ottenuti. Ad essi solo questo pare importante, non hanno neppure mai avuto il pudore di vantare altre qualità. I nostri ideali ora servono come strumenti per ottenere o visibilità o confusione, non per essere posti sul piatto delle cose da fare con la maggioranza di governo ma per ricattare la coalizione, e nulla è stato poi realizzato a partire da questi reclami, non costruttivi e senza assertività ma solo fatti di petulanza, ricatto e questua.

Nel 2009 ci ritroveremo con due galli che si contenderanno forse l'unico posto in Consiglio Comunale, attraverso una inutile parata di dichiarazioni e invenzioni sui giornali locali - sarà grottesca da manuale questa lotta all'ultimo trafiletto, con le foto più strane e le promesse più assurde. Ma questa è un'altra storia di cui altri si preoccuperanno, non io di certo.
Tornando al Congresso del PdCi, di cui però è inutile riportare il bellissimo discorso di Oliviero o tutte le parole astratte, ma di cui io riporto la sostanza emersa dal lavoro di commissione politica - elettorale e da tutti quegli organo nei quali hanno spadroneggiato i vari Soffritti, Dolci, Vena e Riva, forti di tante tante tessere, le quali hanno finalmente decretato che questo sarà
davvero storico, e sarà ricordato come quello che giudicò in errore Cossutta confrontandone l'intelligenza politica con quella di Donato Vena. Complimenti!

27.4.07

Che fare ?



Da oggi parte il Congresso Nazionale del PdCI di Rimini. Non so se me ne interesserò, salvo con l'estrema speranza di una qualche positiva sorpresa, di cui dubito molto. Con quello che è successo al Regionale (Dolci segretario) direi che almeno a livello locale non mi sento più rappresentata da questo partito, nel quale la democrazia interna e il ragionamento sono sostituiti da cordate di correnti eterogenee che di tutto si occupano tranne che di una elaborazione politica coerente e efficace.
Brutta brutta brutta questa politica. I leader politici in Italia rappresentano una classe politica sempre più distante dalla volontà delle persone. Non a caso si vota un programma elettorale e dopo pochi giorni ci si trova a che fare con leggi che nessuno vuole (indulto, guerra, ...).
Il PD nasce per volontà e bisogno dei politici, non dei cittadini.
Ma dal PD si scosterà una costola di sinistra e sembra l'ultima speranza di un soggetto serio che faccia oltre che promettere cose di sinistra, capace di avere un peso consistente come sicuramente hanno tutti gli sfiduciati di sinistra in Italia. Chissà che posizione assumerà rispetto alla guerra, chissà se si leveranno voci davvero rappresentative, chissà se potrà anche dire no agli inceneritori.
Nel frattempo ecco la foto della settimana, la testata di un volantino di una catena di negozi di elettronica, che sembra suggerire proposte di riutilizzo delle politiche dei comunisti. Non esistiamo invano!


2.4.07

Dormire meglio si può

Giovedì 29 aprile 2007 alle ore 22 o 23 non ricordo bene, sono tornata una persona normale.

Cioè: non avevo più la sensazione di avere delle cose impellenti e urgenti da fare innanzi al mondo e per le quali avrei dovuto ritagliarmi un angolo di tempo facendo i salti mortali dal giorno successivo... non avevo più la sensazione di rubare a qualcosa di più importante il tempo che destino a me stessa, ai miei cari, alla mia casa...

Ne ho avuta la consapevolezza appoggiata la guancia sul cuscino, più confortevole del solito per la tranquillità riconquistata.

23.3.07

Il congresso provinciale



Ieri, giovedì 22 marzo 2007, alle 18:40 (!) si è svolto il Congresso Provinciale PdCI, in aula di Centro di Formazione aziendale. Bella aula, probabilmente potuta avere dopo l'orario di lavoro dell'azienda presso cui si era, che è stata personalizzata con bandiera PdCI e stranamente la ripetizione ossessiva (ben tre volte) dello stesso manifesto (e solo quello), riportante la scritta "Ognuno di noi da solo non vale nulla". Mancavano soltanto i flagelli [che tanto non ne abbiamo bisogno per farci del male].

Alla fine è stato eletto lo stesso Comitato Politico Federale di prima, meno 6 persone, facendo votare un numero di delegati di 23 'per renderlo più snello'.

In realtà, è possibile da Statuto che il Comitato Federale rimpingui se stesso seduta per seduta, in misura non superiore al suo 10% e con limite massimo quello dettato dalla percentuale del numero di tessere. Pertanto, proponendo questo snellimento in realtà si è lasciato al Comitato Federale stesso la facoltà di autointegrarsi con altre 6 persone.

All'inizio la commissione elettorale ha proposto che almeno un terzo del CPF fossero donne, alla fine la composizione proposta dalla stessa commissione non riusciva a rispettare questo criterio, in conflitto con quello della territorialità. Ovviamente tra i due criteri quello che può attendere è quello sulle donne.
Il compagno Montanini ha proposto ai delegati al congresso la votazione di un OdG in cui si ribadiva la necessità di una raccolta differenziata spinta e si affermava di essere contrari all'inceneritore. I delegati hanno votato di conferire mandato al Comitato Federale di discutere la questione. Non è assurdo che un delegato a un congresso rinunci a una facoltà che ha, abdicando su questioni anche di grande importanza? Penso che quante più cose si possono discutere al congresso tanto maggiore è la democrazia e la partecipazione in un partito. Invece i delegati lasciano volentieri che il proprio potere sia assorbito dal direttivo. Mah!

Ecco il mio intervento:

Buonasera a tutti. Inizio dicendo che ci tenevo tanto a partecipare a questo congresso, perché a questo congresso credo di avere qualcosa da dire.
La prima cosa che vi dico è che mi ha scritto Cossutta, appena scendo dal palco vi distribuisco la lettera.

La solidarietà di Cossutta mi ha fatto capire che ho fatto bene. Ho fatto bene a ritenere che valgano di più la coerenza e il coraggio anche di un futuro in una politica mediocre e degradata. Una politica fatta di aspiranti primedonne e arrivisti lontani sempre di più dai cittadini. Con questo non autorizzo nessuno a pensare che mi voglia ritirare a vita privata. Queste cose fanno capire l’importanza di resistere, di partecipare alla cosa pubblica, di non lasciarla alla spregiudicatezza di pochi.

Di queste cose se ne parla anche nel documento congressuale, in cui questi fenomeni sono definiti virus che interessano tutta la politica e tutti i partiti, incluso questo. Si parla di alcune regioni e federazioni interessate, e noi siamo tra quelle, compagni, così come anche l’Emilia Romagna è compresa in questo insieme. Non crediate di essere in una zona immune dal problema.

Ho fatto l’assessore come se si trattasse del servizio civile, come un dovere civico, come un cittadino che si mette a disposizione della collettività, e non degli interessi di pochi. Non mi sono iscritta al partito per gioire dei sorrisi di qualche vip, l’ho fatto perché credo nell’ideale dell’uguaglianza, della parità dei diritti, delle pari opportunità tra i cittadini.

L’ho fatto perché mi sembrava grandioso che questo partito desse la possibilità a una persona ‘normale’ di conoscere e muovere gli ingranaggi della politica, della buona amministrazione. Perché mi sembrava grandioso un partito che premiava anche chi non era un politico di professione.La politica credo vada fatta così: si vive una vita normale, svolgendo ognuno il proprio mestiere e vivendo tra la gente, condividendone le quotidianità. Poi si può accettare di diventare rappresentanti di quella quotidianità, cercando di portare alla politica qualcosa che chi è politico di professione non sempre conosce. Nel mio caso credo di avere portato anche un po’ di pensiero razionale, un po’ di logica e di spirito di precisione nel lavoro. So di avere portato qualcosa di nuovo nello stile e nei contenuti del periodo della mia amministrazione. Non lo nascondo e ne sono orgogliosa. E in questo credo che sia utile anche che si possa, fatta l’esperienza da amministratore, tornare al proprio lavoro e alla vita quotidiana, senza dovere per forza fare della politica e delle cariche pubbliche una necessità personale.

Questa cosa così grandiosa di non avere sponsor particolari e di rifuggere dalla politica come professione, certo ha entusiasmato me e tante persone che hanno hanno percepito questo spirito, mentre ha alimentato parecchia maretta tra chi nella vita vorrebbe fare solo e sempre il politico. E da buon politico pensa che come in guerra in politica tutto sia permesso, soprattutto funzionino bene le falsità, le frasi di screditamento personale. Oh: purchè esistano giornali disposti a pubblicarle. In caso non vi siano tali giornali: si usa Rossovivo!, controllato esattamente dalla parte del partito che si è sentita di trasformarmi in una specie di strega al tempo della Sacra Inquisizione, ‘giustiziandomi’ in modo volgare e grossolano per il reato compiuto quando ho osato scrivere agli iscritti raccontando le cose che erano successe e rendicontando la mia attività.

Spero che non vi sia bisogno di raccontare anche come è successo che ho cambiato la segretaria permettendomi di scegliere una persona in base alla capacità di lavoro anziché farla scegliere al Comitato Federale… Che non vi sia bisogno di dire che a chi poi ha usato la cosa contro di me – tradendo la mia fiducia - avevo sfogato a suo tempo tutta la mia amarezza per l’ostruzionismo della struttura comunale rispetto al mio bisogno di avere qualcuno che mi aiutasse nell’istruttoria del progetto della commissione di studio sull’infiltrazione mafiosa nel nostro territorio, e che sono stata costretta, per portare a compimento tale progetto, a sacrificare la segretaria storica, alla quale sono affezionata e che comunque ha trovato altro impiego in Comune, essendo dipendente e non precaria, a differenza della nuova che è rimasta a casa…

Di certo la Redazione di Rossovivo ha emesso sentenze che non le spettano. Io spero tutti voi, compagni, siate al corrente che questa vicenda è al vaglio del collegio dei garanti del partito.

Che sappiate che l’attuale segretario non ha esitato a andare contro lo Statuto e la linea del Partito pur di forzare la mano e prendere il potere. Che questa presa del potere prevede anche il controllo di tutti i mezzi di informazione del partito, sito internet compreso.

Ha senso che esponenti del Comitato Federale per delegittimare un altro membro del Comitato Federale si servano di raccolte di firme inviate ai giornali?
Ha senso che pur di contraddire il proprio assessore alla Polizia Municipale un consigliere del Pdci si dichiari entusiasta dell’introduzione del manganello per la Polizia Municipale?

“Continuiamo così facciamoci del male!” ha coniato Moretti per descrivere l’imperdonabile e fatale leggerezza di certi strafalcioni politici. E in questo grottesco farsi del male, tipico dei rappresentanti della gente di sinistra, credo sia inutile porsi o promettere obiettivi grandiosi come la (contro)riforma del lavoro, la costituzione della confederazione della sinistra, l'eliminazione di tutte le ingiustizie sociali e persino il ridimensionamento della potenza militare americana, perchè se non si riesce bene nelle cose normali, è davvero difficile poter pensare di concretizzare gli enormi propositi inclusi negli stessi obiettivi programmatici del documento congressuale. Non basta più, credo, dire alla gente le grandi cose che vogliamo. Dobbiamo dire anche le piccole, quelle più quotidiane, e dobbiamo spiegare anche come abbiamo intenzione di fare per raggiungere i nostri obiettivi, dando una idea delle capacità che abbiamo per farlo. Chi si auto silura dalla Giunta di una città di 150.000 abitanti, regalando agli esponenti del futuro Partito Democratico le deleghe di maggiore strategicità, conquistate faticosamente e mantenute con enorme sforzo, non può proporsi leader efficace di un partito che vuole essere diverso e libero dalle logiche dei grandi schieramenti.

E a proposito di grandi schieramenti, a proposito di linee politiche e di alleanze, a proposito di problemi quotidiani e urgenti: in questo congresso voi delegati avete una delle poche occasioni per dire quello che volete. Tutto quanto non specificato sarà deciso da poche persone. Rendetevi conto del potere che avete ed usatelo, ognuno con il proprio senso critico e la propria personalità può dire ciò in cui crede. Per questo è fatto il congresso, Non affinché la base ratifichi le decisioni del vertice, ma esattamente il contrario, affinché sia il vertice ad ascoltare la base.
E io penso che se uno come Cossutta è stato lasciato al margine del partito, io credo che forse anche noi del congresso provinciale forse lo dobbiamo lanciare un messaggio al Nazionale, affermando quanto sia grave che il fondatore del nostro partito abbia ritenuto necessario dimettersi dal direttivo.
E poi la politica locale, il congresso è il momento giusto affinché la base dica quello che vuole e come lo vuole.
Qualche suggerimento a proposito del futuro prossimo venturo. L’inceneritore: lo volete o no l’inceneritore? Perché sarà il prossimo tema a proposito del quale la vita quotidiana delle persone di Reggio potrà cambiare.
Il porta a porta lo volete? Costa troppo, dicono i ds. Vero. Ma costa tanto anche ammalarsi, non credete? Siamo i primi a dire che senza tasse non ci sono neppure i servizi. Il porta a porta permette di differenziare oltre il 70% dei rifiuti, risparmiando molta diossina prodotta dalla combustione dei residui tossici. Quanta diossina siete disposti a respirare per risparmiare una ventina di euro nella bolletta e per la comodità di poter evitare di differenziare il pattume? Voi dite: io già la faccio la raccolta differenziata. Si, però poi vi respirate la diossina del vostro vicino di casa che non la fa. Non parlo poi delle nanopolveri, che secondo alcuni sono ‘invenzione’ del visionario Beppe Grillo, simpatico molto a tutti ma meno ai politici, che quando lo vedono sorridono sì ma con fare sforzato e a denti stretti.
Poi c’è il rapporto con gli alleati. Fino a che punto questo partito è se stesso e fino a che punto le alleanza e gli accordi con ds e margherita possono spingersi?
L’altro giorno ho sentito il capogruppo PRC vantarsi della posizione fiduciaria nei confronti del PD guadagnata astenendosi dalla votazione per portare in borsa Enia. Ho pensato, indipendentemente che abbia fatto bene o male non era sicuramente quello per cui era stato votato. Tanto vale, in campagna elettorale dirlo: noi non voteremo mai l’entrata in borsa di Enia a meno che i partiti più grossi non ci offrano qualcosa. Sarebbe stato più onesto. Poi anche scambiarlo con la promessa che fino al 2012 l’acqua sarebbe stata pubblica è del tutto irrisorio. In primo luogo le promesse valgono fino al 2009, data delle prossime elezioni. Poi nessuno è più in grado di garantire nulla. In secondo luogo perché la questione dell’acqua di fatto era già risolta e non era in discussione, e quindi fino al 2009 non si sarebbe discussa. In terzo luogo: il motivo per cui nella provincia di Reggio l’acqua arriva dappertutto e che l’azienda che vendeva l’acqua poteva fare investimenti a perdere perché oltre all’acqua vendeva anche il gas, che con i suoi ricavi permetteva di finanziare un sacco di servizi pubblici. Se non si ha anche un qualche profitto poi i servizi diventano costosi e vengono tagliati o rincarati.
Così, privatizzando la nostra gallina dalle uova d’oro – AGAC, ora Enia - di fatto anche l’acqua pubblica forse sarà meno buona. Su questa vicenda invece i nostri rappresentanti in CC non si sono fatti tentare dalle lusinghe dei partitoni e hanno mantenuto la promessa fatta agli elettori. C’è voluto un Comitato Federale per dare loro questo mandato, ma ne è valsa la pena e io sono contenta di non essermi ritirata per questioni personali ma di avere detto la mia in tale comitato federale.

Vi ringrazio per avermi ascoltata. Ho concluso.

20.3.07

Il congresso


Ieri ho partecipato al congresso zonale di Reggio, quello che ha delegato i 20 per il Congresso Provinciale. E ieri lucan Donato ci ha detto che il congresso provinciale sarà dopodomani, alle 18:40.

Un congresso provinciale al giovedì pomeriggio non si era mai visto...

Nella foto si nota l'entusiasmo di Che Guevara per il discorso della Dolci.

20.1.07

Ma Cossutta è con me

... e con tutti i veri comunisti

La persecuzione infinita

E' tanto che non scrivo sul blog...
Nel frattempo un po' di cose sono cambiate, innanzitutto al posto di "Memorie di una quasi ex-assessore" scrivo "Memorie di un'ex-assessore", in quanto dal 1/7/2007 sono tornata una cittadina 'normale'. E' finito il limbo, insomma.
Ora sono in aspettativa (congedo parentale) fino al 15 febbraio, poi ricomincerò il mio lavoro.
Oggi è San Sebastiano, patrono della Polizia Municipale. Andare o non andare alle celebrazioni? Una nuova forma di timidezza si è insinuata in me. Mi sento più insicura anche in scelte banali. In questo caso, non sono tra gli invitati, ecco tutto. E quindi potrei causare imbarazzo. E allora penso alla mia casa, e non vado.
Sono stata in montagna una settimana. Avrebbe potuto essere la prima vacanza non oltraggiata da attacchi politici. Invece, a metà settimana, la notizia di essere sul Giornale di Reggio a causa dell'uscita di un numero di Rossovivo in cui vengo definita 'l'ex-problema', in un articolo pieno di offese e diffamazioni nei miei confronti, tanto pesante proprio per il becerume dell'attacco. Si strumentalizza il cambio di segretaria, si dice di me che non avrei mantenuto l'equilibrio del ruolo... Il tutto firmato dalla "Redazione", cosicchè non si riesce bene a capire chi ha scritto quella roba di persona.
Un atto dovuto a causa dell'onta della lettera che ho mandato agli iscritti. Mi sono permessa di comunicare e dire la mia opinione, per questo ulteriore pubblica gogna da parte del Tribunale di un partito che più che laico e di sinistra sembra l'organo di uno stato teocratico.
Ora che fare? Sono stanca stanca stanca di questa persecuzione, di questo accanimento cattivo e ignorante.

20.12.06

Reporter - annunci economici e rubriche senza firma


Della lettera agli iscritti, in cui ho relazionato su quanto dato al Partito (in 4 fogli fitti di informazioni) solo questo rimane. Lo scopo: mettere in ridicolo uno dei punti su cui è più in debito (nei confronti dello Statuto) chi mi ha messo in discussione. Si tratta di un'argomentazione che fa male, e quindi occorre tradurla 'dal politichese (ma non è politichese) all'italiano'. Abbiamo degli ottimi giornalisti che sentono il bisogno di chiarire meglio il significato di quanto tu cerchi di comunicare, in piena sintonia con chi ha creato questa situazione. Complimenti, si tratta veramente di un chiarimento utile per capire che forse ho toccato le corde giuste. Il metodo migliore ovviamente, sempre a testimonianza dell'onestà intellettuale e dello spirito davvero satirico di queste rubriche, è quello di usare le rubriche senza firma, quelle in cui tutto è concesso perchè anonimo. In aggiunta, il termine 'eppure' è volutamente aggiunto nel virgolettato, al contrario del testo originale della lettera nel quale il termine non è presente. Questi giornalisti locali sono dei veri maestri nell'escogitare trucchetti di così infimo livello, bravi!

19.12.06

La webcam di Piazza Prampolini



Una della prime cose con cui ho avuto a che fare appena iniziato il mandato è stato il progetto LAICA (Laboratorio di Ambient Intelligence per una Città Amica), in cui, tra le altre cose si lavorava all'elaborazione di informazioni a partire dalle immagini della videosorveglianza. Tra tutte queste videocamere, ho chiesto che ne saltasse fuori una da mettere affacciata su Piazza Prampolini, in modo che dal sito del Comune chiunque potesse dare un'occhiata a cosa accade nella piazza principale della nostra città. Sono arrivate anche lettere di ringraziamento da reggiani emigrati che hanno potuto ritrovare, per qualche secondo al giorno, il gusto di vedere che tempo fa nella loro Reggio. Durante alcune manifestazioni è stata utile per fare una sorta di diretta Internet. Ad esempio, le cerimonie di apertura e chiusura delle olimpiadi del Tricolore. Ma anche in questi giorni alcune vedute sono molto suggestive. Ieri sera ad esempio ho scaricato questa cartolina natalizia.

18.12.06

l'armadietto di Sala del Tricolore

prima e dopo


12.12.06

il paesone

Ogni giorno miliardi di parole in comunicati stampa alla stampa locale. Dichiarazioni, prese di posizione, pensieri scritti a voce media, sillabine e paroloni, fotografie a colori, foto belle e foto di facce male alzate al mattino.
Ogni giorno le città del mondo come Reggio Emilia, dette i paesoni perchè comunque ci si conosce tutti (almeno gli indigeni), si svegliano e dopo la colazione al bar a base di erbazzone sfogliano i quattro quotidiani tutti con il trafiletto dedicato al rimpasto di metà mandato. Si tratta di un trafiletto in genere noioso, l'ennesima puntata di una soap nemmeno tanto appassionante, cosicchè i più arrivano di corsa alla pagina sportiva o dopo avere letto la cronaca nazionale ed essersi soffermati sull'oroscopo restituiscono il giornale.
Cosa si perdono? Dal punto di vista personale nulla, anzi, si evitano tante disillusioni e di ammalarsi di qualunquismo, e quando si va alle urne si mantiene una visione idealistica della politica che comunque male male non fa, votando più che le persone dei luoghi comuni che accompagnano i simboli dei partiti.
Allora il mio consiglio è, già da giugno del 2004, a tutti, per evitare sorprese, di esprimere sempre il voto di preferenza, dopo essersi adeguatamente informati sul candidato prescelto, e essersi interessati almeno di quello. Siamo in un paesone, ci sono emilianet e reggionelweb che non costano nulla, informiamoci un po'.

7.12.06

Perchè indaffararsi?


3.12.06

Le News del PdCI


Sono io News del sito pdci.re.it!

Ho curato il sito fin dalla sua nascita, corretto l'ortografia a tanti comunicati del neosegretario ...

che adesso ha stabilito che la segreteria e il comitato federale nomineranno a presto un nuovo responsabile del sito.

Non ho mai utilizzato la newsletter a fini personali.

Poi critichiamo Berlusconi perchè manda via la Guzzanti!


28.11.06

Rimozione freudiana - jan palach

Adesso sarei dovuta andare in Consiglio a riferire in merito all'intitolazione di una via a Jan Palach, eroe della Primavera di Praga. All'ultimo momento l'indicazione di non andare, per evitare spiacevoli attacchi. In realtà, al di là del fatto che essendo ancora formalmente in carica non mi sono rifiutata di andare in Consiglio Comunale, preferisco una rassicurante e ironica atmosfera di normalità ad un limbo in cui all'ultimo momento può sembrare sconveniente anche mostrarsi in pubblico.
Vabbè, chi vuol sapere cosa ne pensavo di Jan Palach? Avrei anche citato Guccini, Berlinguer, e pure spiegato che non era contro il comunismo che si bruciò Palach, bensì contro la rassegnazione (Dubcek era comunista). Eccolo qui.
Intervento mozione sull’intitolazione di una via o una lapide a Jan Palach.

Intervengo brevemente affermando che la Giunta è favorevole all’intitolazione a Jan Palach di una via o un luogo della città.

Il gesto estremo che fece, appiccandosi fuoco il 19 gennaio 1969, ha un potere simbolico universale che rende tale sacrificio foriero di messaggi per chiunque.
Non bruciò i suoi quaderni, tra le dichiarazioni trovate in essi spicca questa:

“Poiché i nostri popoli sono sull’orlo della disperazione e della rassegnazione, abbiamo deciso di esprimere la nostra protesta e di scuotere la coscienza del popolo. Il nostro gruppo è costituito da volontari, pronti a bruciarsi per la nostra causa. Poiché ho avuto l’onore di estrarre il numero 1. è mio diritto scrivere la prima lettera e essere la prima torcia umana.
Noi esigiamo l’abolizione della censura e la proibizione di Zpravy. Se le nostre richieste non saranno esaudite entro 5 giorni, il 21 gennaio 1969, e se il nostro popolo non darà un sostegno sufficiente a quelle richieste, con uno sciopero generale e illimitato, una nuova torcia s’infiammerà”

Per questo è stato anche paragonato a Jan Hus, pensatore e riformatore religioso boemo condannato per eresia e bruciato sul rogo nel 1415, il paragone è stato fatto da Francesco Guccini nella “Primavera di Praga” .

C’ è un messaggio di incitamento contro la rassegnazione e la disperazione, un messaggio che proviene da un ragazzo di venti anni, capace di credere che un altro mondo è possibile, che non tutto è inesorabile, e capace di esigere da tutto il popolo l’impegno allo sciopero generale, capace di mettere come posta la propria vita.
C’è il messaggio politico, che chiama tutti i cittadini a fare valere il proprio diritto all’autodeterminazione, vi è un’anteposizione della politica a tutto, perfino a tutta la vita che avrebbe potuto altrimenti vivere il giovane Jan.

Questo gesto insieme all’intera vicenda della Primavera di Praga fece capire anche ai partiti comunisti e socialisti d’Europa per quale motivo erano nati, e che questo motivo non era soffocare bensì far parlare i popoli; dal dissenso sulla invasione sovietica della Cecoslovacchia si partì nell’elaborazione di forme autonome di comunismo, in Italia lo fece il PCI di Enrico Berlinguer, per trovare una via alternativa fatta di pace, libertà e di pluralismo.

Per questi motivi si ritiene che il simbolo della Primavera di Praga debba essere ricordato anche attraverso l’attribuzione di un toponimo, e di ciò verrà data disposizione nei prossimi giorni.

20.11.06

come il lupo e l'agnello ...ma non offendiamo Fedro

Un lupo e un agnello erano giunti allo stesso corso d’acqua. Il lupo stava più su, l’agnello molto più giù (1). Allora il furfante, spinto dalla sua fame cattiva trovò un pretesto per litigare. Disse: “Perché mi hai intorbidito l’acqua mentre bevevo?” L’agnello, tutto tremante, disse di rimando: “Come posso fare, o lupo, ciò di cui ti lamenti?L’acqua scorre da te alle mie sorsate”. Quello, respinto dalla forza della verità, ribatté: “Sei mesi fa hai detto male di me”. L’agnello rispose: “Non ero ancora nato”. Disse il lupo: “Allora è stato tuo padre a dire male di me”. E così lo afferra e lo dilania ingiustamente. Questa favola è stata scritta per quegli uomini che opprimono gli innocenti con motivi pretestuosi.

Controfavola

Due consiglieri pdci e un assessora erano giunti alla verifica di metà mandato. I consiglieri potevano trattare con il Sindaco, l’assessora no. Allora i consiglieri, desiderosi di esercitare tutto il loro potere, trovarono un pretesto per litigare con l’assessora. Dissero: “Perché non ti dimetti temporaneamente?” L’assessora, tutta tremante, disse di rimando: “Perché il Partito mi ha detto di fare di tutto per non rinunciare alle 5 deleghe, che peraltro mi stanno massacrando!”.
I consiglieri, respinti dalla forza della verità, ribatterono: “”Non sei stata designata perché sei brava e competente, ma perché ti ha scelto il Partito, esistono almeno 200 300 persone a Reggio iscritti al pdci che ti possono sostituire” E l’assessora: “Guardate quante cose ho fatto, mostrando loro tutte le realizzazioni di due anni e mezzo di lavoro" Dissero i consiglieri, tacciando di presunzione e arroganza l'assessora: " Quando una persona si sente indispensabile allora non è neppure utile, e poi noi abbiamo fatto un accordo con la mamma che nel nazionale conta più di te".
E così i due consiglieri la afferrano, le fanno firmare le dimissioni e la sfiduciano con una raccolta di firme dei membri del comitato federale, e già che ci sono, sfiduciano il segretario che aveva osato dire ‘bah’, uno di loro diventa segretario provinciale e inizia a fare i 200 300 nomi di tutti gli iscritti più meritevoli e competenti dell’assessore, con tanto di deleghe e controdeleghe.
Questa favola è stata scritta per quei consiglieri che trascorrono il tempo affidato loro dal partito, dagli elettori e dalla città a ingaggiare azzardate partite a scacchi alla ricerca del potere di fare nomine e occupare posti di prestigio.

17.11.06

Non sono mai riuscita a tenere un diario

E quindi non so se ora riuscirò nell'intento di documentare da brava cronista quanto mi piacerebbe mettere in ordine.
Oggi è il 16 novembre 2006, ho la carica di quasi ex assessore del Comune di Reggio Emilia, e con il tempo che mi ritrovo da 'quasi ex' vorrei aprire l'album dei ricordi.
Inizio dicendo chi sono. Sono nata nel 1971, diploma magistrale, laurea in matematica applicata alla medicina. Il mio lavoro è nell'informatica, ho lavorato presso la municipalizzata di Reggio (ora Enia) occupandomi della fatturazione di più servizi.
Dopo 7 anni di fatturazioni e poi cura del Front Office, la chiamata a fare l'assessore presso il Comune di Reggio Emilia. A causa dell'exploit del Pdci e di altre strane combinazioni astrali ho ricevuto le 5 deleghe: Affari generali, Patrimonio, Personale, Innovazione Tecnologica e Sicurezza Urbana.
Il mio partito, dopo avermi detto che la cosa più importante per me doveva essere tenere tutte e cinque le deleghe, da un giorno all'altro mi ha 'messo all'angolo', costringendomi a scegliere tra una manovra folle (dimissioni temporanee) e la fiducia del Sindaco. La prima strada portava alla sfiducia da parte del Sindaco, la seconda alla sfiducia da parte del partito. Soprattutto per il modo in cui sono state chieste queste 'dimissioni temporanee', ossia attraverso un comunicato stampa dei due consiglieri, dopo che lo stesso Segretario Provinciale aveva espresso parere contrario e soprattutto senza interpellarmi, ho ritenuto che la manovra non avesse bisogno del mio sostegno, e non mi sono dimessa temporaneamente.
Questo è avvenuto quindi non per mano del Partito, ma di due consiglieri (in Comune ve ne sono tre) i quali dal 2004 ad oggi hanno potuto consolidare il loro potere in Comitato Federale, e quindi anche se la manovra è stata innescata in piena violazione dello Statuto il Comitato Federale l'ha comunque ritenuta meritevole di encomio e avallata pienamente, approfittando anche dell'occasione per sfiduciare la Segreteria e il Segretario e nominare (13 voti su 16 presenti su 28 aventi diritto) come nuovo segretario uno dei due consiglieri.
Questo brevemente quanto accaduto da venerdì 13 ottobre ai giorni nostri.
A oggi non si sa se il Partito sarà ancora rappresentato in Giunta, non si sa chi potrà essere proposto dalla nuova Segreteria. L'unica cosa che si sa è che io non andavo più bene. Il perchè ? Finora l'unica motivazione dichiarata era che in due anni e mezzo non mi sarei mai presentata in Comitato Federale, cosa falsa da come è documentato sui verbali delle sedute del Comitato stesso.